Dietro il Sipario Febbraio 2025 Anno 22 numero 2 Periodico mensile di informazione e cultura a cura dell’Univoc Sezione di Reggio Emilia Mensile realizzato in: Stampa in caratteri tipografici, Cd in testo e audio, Stampa Braille e Stampa ingrandita. Mensile inviato ai Soci; alle Asl, agli Organi Istituzionali dello Stato; agli Enti Locali; alle strutture Uici, alle strutture Univoc, Enti, Associazioni Varie e quanti ne fanno richiesta. Manoscritti e foto anche se non pubblicati non vengono restituiti. Per motivi tipografici, gli articoli possono essere adattati a dimensioni ottimali per la rivista. Gli articoli pubblicati rispecchiano l’esclusivo pensiero degli autori. Direttore Responsabile: Giuseppe Lateano Direzione, redazione ed amministrazione: Reggio Emilia, Via del Consorzio 6/d, Tel e fax 0522 430745 – cellulare 338 9409894 e-mail: univocre@virgilio.it Sito web: www.univocre.it Autorizzazione del Tribunale di Reggio Emilia: n 1113 del 13 gennaio 2004 Stampa in caratteri tipografici, ingrandita e braille: Univoc, Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi Sezione Provinciale di Reggio Emilia Sede legale ed operativa: Via del Consorzio 6/d -. 42121 Reggio Emilia telefono e fax 0522 430745 cellulare 338 9409894 - email: univocre@virgilio.it La rivista usufruisce dei contributi a sostegno dell'editoria speciale periodica per non vedenti e ipovedenti ai sensi del D.L. 23/10/1996, n. 542, convertito in Legge 649 del 23/12/96 – D.M. 70 del 15/05/2017 Avviso ai volontari Univoc – Quota associativa Si invitano i nostri volontari a voler pagare la quota associativa dell’Univoc per l’anno 2025 di euro 5,00 annuali. I soci che non hanno provveduto al pagamento della quota relativa all’anno 2024 verranno depennati, come previsto dallo Statuto sociale all’art. 19, comma 2. Segreteria Univoc L’Univoc comunica – Servizi di accompagnamento Si ricorda che l’Univoc fornisce servizi di assistenza e accompagnamento ai disabili visivi, soci e non, che ne facciano richiesta. I nostri volontari potranno accompagnarvi a visite mediche, a fare passeggiate, a fare la spesa, aiutarvi nel disbrigo di pratiche e corrispondenza, leggere libri o riviste ecc. … Possono essere forniti sia accompagnamenti pedestri che in macchina. Per i residenti nel comprensorio della Val d’Enza (Bibbiano, Campegine, Canossa, Cavriago, Gattatico, Montecchio Emilia, Sant’Ilario d’Enza e San Polo d’Enza), i servizi di assistenza e accompagnamento devono essere richiesti al rappresentante territoriale Univoc sig. Giuseppe Lateano al numero 0522-865706. Per i residenti nella restante provincia di Reggio Emilia, i servizi devono essere richiesti alla segreteria Univoc di Reggio Emilia al numero 0522-430745 o al nuovo numero 338-9409894. Tutte le richieste devono pervenire alle varie sedi possibilmente almeno 3 giorni prima della data del servizio stesso, onde permetterne l’organizzazione. Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento, potete contattare la segreteria Univoc di Reggio Emilia ai numeri 0522-430745 o 338-9409894 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00. Segreteria Univoc Servizio Civile Universale Diventa operatore volontario di servizio civile È stato pubblicato il nuovo bando per la selezione di 62.549 operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Universale in Italia e all'estero. Fino alle ore 14.00 di martedì 18 febbraio 2025 è possibile presentare la domanda di partecipazione al nostro progetto dal titolo: “Sentieri di inclusione attiva” della durata di 12 mesi. Nell’ambito dell’ultimo bando per il Servizio Civile Universale, l’Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi sezione provinciale di Reggio Emilia è pronta ad accogliere 4 volontari presso la propria sede e 3 presso la Delegazione di Montecchio Emilia per l’esecuzione del programma di intervento “Alleanza per l'inclusione e il sostegno sociale”. Alla sede di Reggio Emilia è stato riservato 1 posto tra i 4 disponibili a giovani con bassa scolarizzazione (diploma di scuola secondaria di I grado), mentre alla delegazione di Montecchio Emilia ne è stato riservato 1 tra i 3 disponibili. In fase di selezione, sarà necessario presentare un'autocertificazione che attesti di Non possedere titolo di studio superiore al diploma di scuola media inferiore. Se hai una età compresa tra i 18 e i 28 anni, presenta la domanda di adesione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (dol) all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it Ente di riferimento: Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Aps Ente attuatore: Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi - Odv Per informazioni rivolgiti all’Univoc - Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi, Via del Consorzio n. 6/d, Reggio Emilia - contatti telefonici: 0522 430745 - 338 9409894 dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 o visita il nostro sito www.univocre.it. Rubrica – Salute: Incendi a Los Angeles: perché l'acqua del rubinetto non è più sicura da bere? Che cosa c'entrano gli incendi che divorano Los Angeles, con la qualità dell'acqua corrente? Perché ai residenti è stato consigliato di non berla? Leggendo e ascoltando le notizie sugli incendi a Los Angeles vi sarà capitato di cogliere riferimenti all'acqua del rubinetto ormai "non più sicura da bere". Che cosa c'entra l'acqua potabile con i roghi? Come mai ai residenti di Los Angeles è stato intimato di non bere l'acqua di casa e persino di non attardarsi sotto la doccia, nelle abitazioni risparmiate dalle fiamme? Fuoco batte acqua Come spiegato da Andrew Whelton, professore di Ingegneria Civile della Purdue University (Indiana) che ha studiato la questione in altri recenti incendi su larga scala, le fiamme possono contaminare l'acqua corrente in vari modi, o attraverso le falde acquifere o mediante la rete di distribuzione idrica. Per ora, le riserve sotterranee che servono Los Angeles sembrerebbero essere state risparmiate dal disastro, perché situate molto a nord o molto a est, in zone non direttamente coinvolte nei roghi. Diverso è il discorso per serbatoi e condutture idrauliche. Idranti prosciugati L'uso elevatissimo di acqua per spegnere le fiamme ha prosciugato la rete idrica della città, che non era stata studiata per provvedere a un'emergenza di questa portata. Con i venti fortissimi che hanno reso impossibile, per i primi giorni, un intervento dall'alto con acqua sganciata da elicotteri e aerei, la domanda iniziale di acqua ha pesato sul sistema degli idranti, che è in breve tempo rimasto a secco. Esposta agli inquinanti La pressione nel sistema è calata, una condizione particolarmente problematica durante un incendio attivo. Perché non solo, come ovvio, gli idranti a secco non offrono acqua per domare gli incendi, ma quando vengono aperti, la cenere e gli inquinanti atmosferici sollevati dal materiale bruciato vengono risucchiati nel sistema idrico attraverso gli idranti, o attraverso i serbatoi e i tubi danneggiati. In altre parole, una rete idrica depressurizzata è vulnerabile a contaminazioni chimiche. Rete colabrodo A questo c'è da aggiungere che il danno materiale alle strutture che trasportano l'acqua fino alle abitazioni può dar luogo a perdite idrauliche incontrollate; inoltre, la mancanza di elettricità fa sì che i serbatoi non vengano riempiti abbastanza velocemente. Anche questi fattori contribuiscono a mantenere il sistema depressurizzato. Metallo e plastica fusi Pressione a parte, la contaminazione può derivare anche da danni diretti alle condutture e ai serbatoi, come rotture per collassi strutturali o fusione dovuta al calore. Questi eventi possono introdurre sostanze chimiche cancerogene nell'acqua un tempo potabile: una di queste è il benzene, particolarmente pericoloso per cuore e sistema nervoso, che provoca sintomi da avvelenamento immediati come nausea, vertigini, mal di testa, irritazione di occhi e pelle, tachicardia. Altri contaminanti assorbiti dalla plastica delle strutture idrauliche possono essere rilasciati molto lentamente, continuando a contaminare il sistema a lungo. Diverse variabili Il grado di pericolosità dei fenomeni spiegati dipende dai materiali impiegati nella rete idrica, da come i sistemi si connettono sotto terra e da che cosa viene bruciato dagli incendi. Non in tutta la California meridionale la contaminazione dell'acqua è così capillare, e non dappertutto è pericoloso persino usare la doccia. Tratto da focus.it, scritto da Elisabetta Intini Rubrica – Storia: Giornata della memoria: un bambino italiano sopravvissuto ad Auschwitz In occasione della Giornata della Memoria raccontiamo la storia di Luigi Ferri: entrò ad Auschwitz a 11 anni e ne uscì vivo grazie a un medico ebreo. Sopravvissuto. «Non ricordo in quanti del nostro convoglio entrarono nel lager. Io feci di tutto per rimanere con la nonna. Le Ss ci ordinarono di disporci in fila per cinque e ci scortarono lungo una strada che dalla rampa di arrivo si inoltrava in un bosco. C'erano dei reticolati che, in seguito, seppi essere elettrificati ad alta tensione. Dopo un percorso che allora mi sembrò lungo, perché eravamo sfiniti dalla fame e dalla sete, arrivammo a un grande caseggiato destinato alla disinfezione dei prigionieri». Luigi Ferri è stato uno dei pochi bambini sopravvissuti ad Auschwitz. Venne internato ad appena 11 anni a Birkenau, il campo di lavoro con annesso il centro di sterminio dove vennero assassinati nelle camere a gas almeno 860mila ebrei provenienti da tutta Europa. Testimone, ma traumatizzato a vita. Insieme a Primo Levi fu anche tra i pochissimi prigionieri italiani presenti all'interno del campo il giorno della liberazione, il 27 gennaio 1945. «Non riuscivo ancora a credere di essere libero e vivo. A volte provavo la stessa sensazione di terrore dei giorni prima della liberazione», racconta. Pochi mesi dopo il ritorno in libertà, Ferri ebbe il coraggio di descrivere a una giuria polacca i crimini cui aveva assistito durante la sua prigionia. Parlò dell'esistenza delle camere a gas in una deposizione ufficiale di fronte alla Commissione d'inchiesta polacca di Cracovia. Ma subito dopo fece perdere le sue tracce, relegando nell'oblio l'esperienza che aveva segnato per sempre la sua vita. Provò a scordarsi di avere il numero B7525 tatuato sul braccio sinistro e rimase in silenzio, per cercare di allontanare quel trauma indicibile e costruirsi un'esistenza normale. Scomparso. Col tempo Luigi Ferri è diventato quello che lo storico Bruno Maida, autore di approfondite ricerche sui minori vittime dei nazisti, ha definito "il bambino scomparso di Auschwitz", ovvero l'unico dei 25 italiani sopravvissuti di età inferiore ai 14 anni di cui non si era saputo più niente. Nelle pubblicazioni ufficiali del Museo di Auschwitz è l'italiano più citato dopo Primo Levi, ma per decenni gli storici, gli studiosi e i centri di ricerca hanno setacciato invano gli archivi per trovarlo e raccogliere la sua testimonianza, che è una delle poche mancanti anche nel monumentale archivio del Centro di documentazione ebraica contemporanea, a Milano. Un'altra persona. Oggi, superati i novant'anni, Ferri ha accettato di parlare del bambino che fu con Frediano Sessi, uno dei più autorevoli studiosi italiani della Shoah, che l'ha raccontata in un libro: Il bambino scomparso. Una storia di Auschwitz (Marsilio). Sessi ci ha spiegato di essere arrivato a Luigi Ferri quasi per caso, avvicinandolo in punta di piedi. «Frequento gli archivi di Auschwitz ormai da più di trent'anni e tempo fa stavo cercando testimonianze scritte e orali di ex deportati italiani che, dopo la liberazione del campo, erano rimasti nei padiglioni attrezzati a infermeria per recuperare le forze e rimettersi in salute», racconta lo studioso. «Anche Ferri rimase a vivere per un periodo tra i blocchi infermeria del campo base e nell'archivio mi sono ritrovato per le mani il materiale inedito che lo citava. Gli ho scritto una lettera per chiedergli se acconsentisse a raccontare ulteriori particolari sulla sua vicenda ad Auschwitz. Lui ha accettato a patto che parlassimo soltanto di quel bambino che ha confinato in un angolo buio della sua mente, non dell'adulto che è diventato dopo». Sdoppiamento. Sessi si è trovato di fronte un uomo molto anziano con una memoria del tutto intatta, che gli ha raccontato la storia di quel bambino come se fosse un'altra persona: «Per non impazzire, e per cercare di ricostruirsi una vita normale, ha dovuto quasi sdoppiarsi nascondendo la sua tragedia. Il tempo non ha lenito le sue ferite. Ripensare a quei giorni è tuttora un'esperienza così sconvolgente che poi necessita di qualche giorno per fargli confinare nuovamente quei ricordi nel buio in cui li ha lasciati». Con la nonna. Figlio di una donna cattolica originaria di Fiume e di Julio Frisch, ebreo di lingua tedesca, Luigi Ferri fu catalogato come "ariano". Ma il 1° giugno del 1944 salì volontariamente sul treno per Auschwitz per non allontanarsi dalla nonna ebrea, che venne arrestata in una retata nazifascista a Trieste. Un ufficiale gli disse chiaramente che poteva restare a casa ma lui la seguì, costringendo i carcerieri a portarlo al binario: la nonna era il suo unico punto di riferimento e lui non voleva in alcun modo separarsi da lei. «Qualcuno ha scritto di me che ebbi il coraggio di non abbandonare la nonna, come se da così piccolo avessi già la consapevolezza di quello che accadeva agli ebrei deportati e il mio fosse un gesto emblematico di grande amore. Ma non fu così». Il medico salvavita. Luigi era un bambino sveglio, che sapeva come cavarsela ed era già bilingue, perché conosceva molto bene il tedesco. Fu senz'altro favorito dalla padronanza della lingua dei carcerieri, perché nel lager si poteva morire anche soltanto per non aver capito un ordine. Quando arrivò ad Auschwitz, i primi di luglio del 1944, nel lager regnava il caos assoluto. I nazisti stavano sterminando gli ebrei ungheresi a un ritmo forsennato, circa 25mila al giorno. Lui si salvò perché ebbe la fortuna di imbattersi nel dottor Otto Wolken, un detenuto ebreo austriaco che nella quarantena maschile di Birkenau sostituiva il medico delle Ss e godeva di una certa libertà di movimento. Senza di lui il piccolo Luigi non sarebbe mai uscito vivo dal campo. Il vero eroe. Wolken divenne il suo angelo custode: gli spiegò le regole essenziali per cercare di sopravvivere, si preoccupò di rifornirlo di cibo e di acqua, andò a trovarlo spesso per rincuorarlo. «Mi ripeteva di non farmi illusioni», racconta Ferri, «e mi diceva: la dote che devi sviluppare di più è l'attenzione a ogni pericolo incombente, che non sempre potrai allontanare da te». Tra i due nacque un affetto profondo che proseguì dopo la liberazione, anche perché Ferri era rimasto orfano e il medico austriaco divenne per lui un secondo padre. In realtà Otto Wolken rappresentò un'ancora di salvezza per molti deportati ed è il vero eroe di questa storia. Un uomo con un profondo senso della giustizia che aggiornava di nascosto un registro dei fatti terribili che accadevano nella quarantena maschile: gli arrivi e i trasferimenti, le malattie, le fucilazioni e le selezioni per la camera a gas, oltre al vero motivo dei decessi dei deportati. Quando si sapeva ancora ben poco sul sistema concentrazionario di Auschwitz, svelò ai giudici del processo di Cracovia molti dettagli sull'organizzazione e la vita dei prigionieri, indicò con precisione i nomi dei responsabili e infine lasciò documenti preziosi negli archivi dell'ex campo di concentramento. Wolken era stato incaricato di compilare rapporti scritti per i medici delle Ss ed era quindi autorizzato a scrivere. Di notte riponeva i documenti clandestini sotto i materassi dell'infermeria e quando aveva sentore di qualche rischio scavava per nasconderli sotto terra. In calce al libro di Sessi è riportata la raccapricciante cronaca inedita dal campo di Birkenau, compilata da Wolken proprio sulla base di quegli appunti. Ritorno ad Auschwitz. Nel 1967 il medico tornò ad Auschwitz insieme a Ferri per l'inaugurazione del monumento internazionale alle vittime del campo, alla quale presenziarono circa 200mila persone, tra cui molti ex deportati. "Il bambino scomparso" aveva allora 34 anni e quel ritorno fu per lui un'esperienza assai traumatica. «Ho pianto da morire, mi ha sconvolto solo il fatto di essere di nuovo lì», ricorda. All'epoca accettò di rilasciare un'intervista a un settimanale tedesco, si fece fotografare all'interno di una baracca di legno della quarantena maschile e accanto alle rovine del crematorio ma poi sparì di nuovo, facendo perdere le sue tracce per altri cinquant'anni. Tratto da focus.it Rubrica – Cucina: il romanticismo in tavola Idee per una cena di San Valentino da condividere con chi amiamo Crostini burrata, pomodorini e culatello Ingredienti: Una forma di pane casereccio oppure integrale ai 7 cereali 250 gr di pomodorini misti gialli e rossi 1 burrata da 300 gr 100 gr di culatello Basilico Olio extravergine di oliva Sale Pepe Procedimento: Per preparare i crostini con burrata, pomodorini e culatello iniziate a lavare i pomodorini, asciugateli e tagliateli a spicchietti. Conditeli con olio, sale, pepe e le foglie di basilico spezzettate. Mescolate bene e lasciate insaporire mentre procedete con la preparazione. Tagliate dal pane 4 grandi fette sufficientemente spesse per accogliere poi il condimento. Tostate le fette di pane su entrambi i lati in una padella con un filo d'olio. Quando sono croccanti e dorate disponetele su un piano di lavoro e tagliatele a metà in modo da ottenere 8 crostini. Distribuite sulla superficie la burrata sfilacciata, suddividendola in maniera omogenea. Disponetevi anche i pomodorini conditi e le fette di culatello, una o due per crostino, a vostro gusto! I crostini burrata, pomodorini e culatello sono pronti. Fregola con zafferano, zucchine e cozze Ingredienti: 350 gr di fregola 1,5 kg di cozze fresche 1 bustina di zafferano 2 zucchine romanesche 1 spicchio d’aglio Olio extravergine d'oliva Prezzemolo Zeste di limone Procedimento: Raschiate le cozze sotto l'acqua fresca corrente con una retina, trasferitele in una capiente padella e fatele aprire a fiamma vivace mescolando. Sgusciate la maggior parte dei muscoli, tenendo da parte qualche cozza con il guscio per la decorazione. Con un colino a maglie fitte, filtrate tutto il liquido rilasciato dalle cozze. Mondate e tritate finemente l'aglio, poi fatelo dorare con un giro di olio extravergine d'oliva. Fatevi rosolare anche le zucchine a rondelle a fuoco vivace, poi aggiungete la fregola e copritela a filo con l'acqua delle cozze. Mescolate continuamente lasciando sobbollire aggiungendo gradualmente liquido. Nel frattempo scaldate 1/2 bicchiere di acqua e scioglietevi lo zafferano. Aggiungete l'acqua con lo zafferano alla fregola in cottura; quando la pasta sarà al dente e il liquido quasi del tutto assorbite, aggiungete le cozze e ultimate la cottura. Spegnete il fuoco, aggiungete una spruzzata di prezzemolo tritato e una generosa grattugiata di scorza di limone. Completate con un filo di olio a crudo e servite immediatamente. Salmone al cartoccio Ingredienti: 2 tranci di salmone 20 ml di olio extravergine d'oliva Prezzemolo 1 rametto di rosmarino 1 limone ½ porro Sale Pepe Procedimento: Tagliate il porro a rondelle sottili. Prelevate la scorza del limone con un pelapatate, facendo attenzione a non intaccare la parte bianca, e tagliatela a listarelle. In un barattolo a chiusura ermetica spremete il succo del limone, unite il prezzemolo tritato, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Agitate energicamente il vasetto per pochi istanti. Sistemate il porro a rondelle al centro del foglio di carta forno. Adagiate sopra un trancio di salmone, profumatelo con le zeste di limone e gli aghetti di rosmarino e condite con qualche cucchiaio dell’emulsione preparata. Avvolgete delicatamente la carta forno sul salmone e chiudete le estremità a caramella con l’aiuto di uno spago da cucina; quindi proseguite allo stesso modo con il trancio rimanente. Trasferite il cartoccio su una teglia e cuocete in forno ventilato a 180° per circa 15 minuti. Trascorso il tempo di cottura, sfornate il salmone al cartoccio, disponetelo su un piatto e liberatelo dalla carta forno; portate in tavole e servite. Potete servirlo con patate al forno o una ciotola di misticanza. Baci di dama cioccolato e cocco Ingredienti: Per i biscotti 100 gr di zucchero 100 gr di farina 100 gr di burro 100 gr di nocciole 20 gr di cacao in polvere 1 bustina di vanillina 1 pizzico di sale Per la crema 200 gr di latte di cocco 100 ml di panna 80 gr di zucchero 100 gr di maizena Procedimento: Tritate finemente le nocciole insieme allo zucchero e unitele alla farina. Lavorate a crema il burro e unite la vanillina e il sale. Fate una fontana con la farina, nocciole e zucchero e iniziate ad unire il burro montato mescolando e amalgamando tutto fino a formare una pasta liscia che metterete in frigo per 20 minuti. Formate delle piccole palline e disponetele, distanziate, sulla carta da forno. Infornare a 160° per 45 minuti circa. Mettete la panna e il latte di cocco in un pentolino e iniziate ad aggiungere la maizena mescolando velocemente con una frusta in modo che non si formino grumi. Unite anche lo zucchero e mettete il pentolino sul fuoco mescolando continuamente e facendo addensare la crema. Ci vorranno più o meno 5/10 minuti al massimo. Fate raffreddare sia la crema che i biscotti prima di comporli. Prendete un biscotto spalmatelo di crema e mettete sopra l’altro biscotto. Fate così fino a che non avrete finito tutti i biscotti. Rubrica – Teatro: Calendario Teatrale Febbraio – Marzo 2025 Febbraio (dal 20 febbraio) - Teatro Cavallerizza Giovedì 20 febbraio 2025, ore 20.30 Se dicessimo la verità. Ultimo capitolo da un’idea di Giulia Minoli drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli regia Emanuela Giordano musiche originali Tommaso Di Giulio con Daria D’Aloia, Simone Tudda, Lucia Limonta produzione Centro Teatrale Bresciano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Trg con il patrocinio di Fondazione della Comunità Bresciana progetto di Cco – Crisi Come Opportunità promosso da Cross – Osservatorio sulla Criminalità Organizzata, Larco- Laboratorio Analisi e ricerca sulla criminalità organizzata – Università degli studi di Torino, Fondazione Pol.i.s, Fondazione Falcone, Centro Studi Paolo Borsellino, Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, Fondazione Silvia Ruotolo, Addiopizzo, Dasud, Italiachecambia.org, Fondazione Giancarlo Siani Onlus. In collaborazione con Università di Pisa – Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, Università di Bologna – Master Gestione e Riutilizzo di Beni e Aziende confiscati alle mafie. - Teatro Municipale Valli Venerdì 21 febbraio 2025, ore 20.30, sabato 22 febbraio 2025, ore 15.30 e ore 20.30 e domenica 23 febbraio 2025, ore 15.30 Aggiungi un posto a tavola Commedia musicale di Garinei e Giovannini scritta con Jaja Fiastri liberamente ispirata a After me the deluge di David Forrest musiche di Armando Trovajoli con Giovanni Scifoni, Lorella Cuccarini, Marco Simeoli, Sofia Panizzi, Francesco Zaccaro, Francesca Nunzi, “La Voce di Lassú” è di Enzo Garinei ensemble Chiara Albi, Simone Baieri, Giuseppe Bencivenga, Vincenza Brini, Nico Buratta, Giuditta Cosentino, Francesco De Simone, Alessandro Di Giulio, Anna Di Matteo, Matteo Faieta, Marta Giampaolino, Stefano Martoriello, Eleonora Peluso, Annamaria Russo, Rocco Stifani, Ylenia Tocco In alcune repliche il ruolo di Ortensia sarà interpretato da Martina Lunghi produzione Viola Produzioni Srl - Teatro Municipale Valli Venerdì 28 febbraio 2025, ore 20.30 Quando un musicista ride con Elio regia e drammaturgia Giorgio Gallione arrangiamenti musicali Paolo Silvestri con musica dal vivo Alberto Tafuri pianoforte Martino Malacrida batteria Pietro Martinelli basso e contrabbasso Matteo Zecchi sassofono Giulio Tullio trombone scenografie Lorenza Gioberti costumi Elisabetta Menziani luci Andrea Violato co-produzione Agidi – International Music and Arts Marzo - Teatro Municipale Valli Sabato 1° marzo 2025, ore 20.30 e domenica 2 marzo 2025, ore 15.30 Quando un musicista ride con Elio regia e drammaturgia Giorgio Gallione arrangiamenti musicali Paolo Silvestri con musica dal vivo Alberto Tafuri pianoforte Martino Malacrida batteria Pietro Martinelli basso e contrabbasso Matteo Zecchi sassofono Giulio Tullio trombone scenografie Lorenza Gioberti costumi Elisabetta Menziani luci Andrea Violato co-produzione Agidi – International Music and Arts - Teatro Municipale Valli Martedì 4 e mercoledì 5 marzo 2025, ore 20.30 Ccn Aterballetto Notte Morricone Regia e coreografia Marcos Morau Musica Ennio Morricone Direzione e adattamento musicale a cura di Maurizio Billi Sound designer Alex Roesr Vatiché, Ben Meerwein Testi Carmina S. Belda Set e luci Marc Salicrù Costumi Silvia Delagneau Assistenti alla coreografia Shay Partush, Marina Rodriguez Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto Commissione, coproduzione, prima rappresentazione outdoor Macerata Opera Festival Coproduzione, prima rappresentazione indoor Fondazione Teatro di Roma Coproduzioni Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Centro Servizi Culturali Santa Chiara Trento, Centro Teatrale Bresciano Coproduzione Ravenna Festival - Orchestra Giovanile Luigi Cherubini - Teatro Ariosto Sabato 8 marzo 2025, ore 20.30 e domenica 9 marzo 2025, ore 15.30 Cin ci là Compagnia Corrado Abbati - Teatro Municipale Valli Martedì 11 marzo 2025, ore 20.30 The King’s Singers Musiche di Edward Bairstow, Geoffrey Poole, William Byrd, Arvo Pärt, Giovanni Pierluigi da Palestrina Patrick Dunachie – Controtenore Edward Robert Button – Controtenore Julian Gregory – Tenore Christopher Bruerton – Baritono Nicholas Ashby – Baritono Piers Connor Kennedy – Basso - Teatro Municipale Valli Venerdì 14 marzo 2025, ore 20.30, sabato 15 marzo 2025, ore 15.30 e ore 20.30 e domenica 16 marzo 2025, ore 15.30 Tootsie regia e adattamento Massimo Romeo Piparo con Paolo Conticini, Enzo Iacchetti e cast in via di definizione musica e testi di David Yazbek libretto di Robert Horn tratto dalla storia di Don McGuire e Larry Gelbart e dal film Columbia Pictures prodotto da Punch Productions interpretato da Dustin Hoffman coreografie Roberto Croce direzione musicale Emanuele Friello produzione Peep Arrow Entertainment - Teatro Cavallerizza Sabato 15 marzo 2025, ore 18.00 Emanuele Ferrari, pianoforte La leggenda dell’anima: Chopin Chopin, Notturno Op. 48 n. 1 - Teatro Ariosto Martedì 18 e mercoledì 19 marzo 2025, ore 20.30 La pulce nell’orecchio di Georges Feydeau traduzione, adattamento e drammaturgia Carmelo Rifici, Tindaro Granata regia Carmelo Rifici con Giusto Cucchiarini, Alfonso De Vreese, Giulia Heathfield Di Renzi, Ugo Fiore, Tindaro Granata, Christian La Rosa, Marta Malvestiti, Marco Mavaracchio, Francesca Osso, Alberto Pirazzini, Emilia Tiburzi, Carlotta Viscovo scene Guido Buganza costumi Margherita Baldoni luci Alessandro Verazzi musiche Zeno Gabaglio assistente alla regia Giacomo Toccaceli coaching movimenti acrobatici Antonio Bertusi coaching clownerie Andreas Man produzione Lac Lugano Arte e Cultura, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa - Teatro Municipale Valli Mercoledì 19 marzo 2025, ore 21.00 Claudio Baglioni Piano di volo solotris Un viaggio musicale unico in ogni senso “Concerti ravvicinati del 3º tipo” 3 eventi per piano e voce in ogni teatro 3ª parte delle rappresentazioni dopo Solo e Solo Bis 3º atto dei "1000 giorni" del giro d'onore 300 esibizioni complessive nei grandi teatri lirici - Teatro Municipale Valli Venerdì 28 e sabato 29 marzo 2025, ore 20.30 e domenica 30 marzo 2025, ore 15.30 Arlecchino? scritto e diretto da Marco Baliani con Andrea Pennacchi e con Marco Artusi, Maria Celeste Carobene, Miguel Gobbo Diaz, Margherita Mannino, Valerio Mazzucato, Anna Tringali musiche eseguite dal vivo da Giorgio Gobbo, Riccardo Nicolin scene e costumi Carlo Sala luci Luca Barbati aiuto regista Maria Celeste Carobene produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo, Tsv – Teatro Nazionale - Teatro Cavallerizza Domenica 30 marzo 2025, ore 16.00 La fabbrica del tempo di e con Dario Cadei e Giuseppe Semeraro regia, drammaturgia, disegno luci e scene Michelangelo Campanale cura del movimento Vito Cassano scenotecnica Michelangelo Volpe costumi Maria Pascale tecnico Vincenzo Dipierro una co-produzione di Principio Attivo Teatro e La luna nel letto Tratto da iteatri.re.it La vita è una scatola di biscotti. Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a prendere subito tutti quelli buoni, poi rimangono solo quelli che non ti piacciono. È quello che penso sempre io nei momenti di crisi. Meglio che mi tolgo questi cattivi di mezzo, poi tutto andrà bene. Perciò la vita è una scatola di biscotti. Haruki Murakami